Eco di Napoli

Diari di Viaggio – Amsterdam

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Diari di Viaggio – Amsterdam 11 giugno 2013

 

Ero molto emozionata, il mio primo viaggio da sola, senza genitori o tutori di alcun genere. Amsterdam, realizzazione di un sogno, Amsterdam, promessa di libertà. Partii alle 3 di notte, mentre il padre del mio ragazzo era alla guida per accompagnarci da Napoli all’aeroporto di Roma. Tre ore in macchina condannata a fantasticare da sola mentre il mio ragazzo teneva sveglio suo padre. Una volta arrivati albeggiava.[banner]
Controlliamo il biglietto: check in alle 6:30, appena in tempo. Fumo l’ultima sigaretta prima di entrare nell’aeroporto. Ci congediamo dal padre di lui tra abbracci e raccomandazioni. Entriamo, mano nella mano: il nostro viaggio era finalmente cominciato. Ero terrorizzata, ma una sola cosa mi dava forza: eravamo insieme.
C’erano file interminabili dove abbiamo conosciuto un ragazzo che viveva li, nel nostro sogno, ad Amsterdam. Emozionantissimi parliamo con lui fino all’aereo, e una volta atterrati ci facciamo dare delle dritte sui treni, sui bus e su come arrivare all’albergo. Fortunatamente parlavo bene la lingua  inglese e comprati i biglietti per metro e bus in meno di mezz’ora fummo lì: Blue Square Hotel, un enorme cubo blu che mi ha rapita nella sua stravaganza, mi ha ricordato la cabina del Doctor Who! Posati i bagagli, in attesa della camera abbiamo fatto amicizia con la receptionist, il che ci è tornato molto utile dato che ci ha consigliato di fare l’abbonamento da 3 giorni per i tram e i bus, facendoci così risparmiare una fortuna!

Erano tutti cordiali, pareva che Amsterdam fosse stretta da un caldo abbraccio, mi aveva già stregato dai primi sguardi  attraverso il vetro dell’autobus che ci aveva portato all’hotel, nonostante la temperatura non fosse delle più elevate.
Prima tappa: piazza Dam.
Il tram puntualissimo ci porta in centro e, una volta scesi alla fermata.. colori, allegria, architettura bizzarra, pittoresca, antica e moderna al tempo stesso. Il mio ragazzo ed io non smettevamo di sorriderci. Ci incamminammo nei meandri del centro, finendo irrimediabilmente nel quartiere a luci rosse, dove abbiamo visto donnine ammiccanti l’una più particolare dell’altra. Visitammo il museo del sesso, sorprendendoci ed estasiandoci delle curiosità che abbiamo trovato, come i disegni di John Lennon, uno dei miei miti personali.
Sfortunatamente dopo aver visitato il museo del sesso e i vari negozi di souvenir negli anfratti più assurdi di piazza Dam..facemmo ritorno in albergo: avevo la febbre.
Cenammo in una Steckhouse e facemmo amicizia con un’altra coppia di italiani.
Piazza Dam la sera dopo le 10 è praticamente deserta, ma non per questo definibile cupa o triste, ne approfittammo per farci una passeggiata romantica.
Nei giorni successivi: Museo di Van Gogh, l’Hard Rock Cafè, i canali..il semplice perdersi in vicoli sconosciuti..e i negozi di formaggio!
Visitare un nuovo posto non vuol dire visitare le tappe standard, ma esplorare e conoscere quelli del posto, ha reso l’esperienza indimenticabile.
di Fabiana Bocchetti

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