Eco di Napoli

Conferenza Stampa Draghi: ecco le varie misure del DL sostegni

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COSA HA DETTO DRAGHI SUL DL SOSTEGNI

“Risposta parziale a povertà, imprese e lavoratori, ma è il massimo che possiamo permetterci”, ha ammesso il premier Mario Draghi a inizio conferenza. “L’obiettivo è dare più soldi a tutti e nel modo più veloce possibile”, ha continuato parlando a braccio. “Abbiamo già considerato l’ipotesi di un nuovo extradeficit in occasione della presentazione del DEF”. “Ma al momento non abbiamo ancora quantificato di quanto” dirà poi rispondendo ai cronisti, “dipenderà da quanto durerà ancora l’emergenza Covid”.

Quanto alla sostanza del Dl Sostegni, “3/4 è destinato alle imprese con abbandono dei codici Ateco e pagamenti più veloci tramite piattaforma dell’Agenzia delle Entrate: pagamenti l’8 aprile per 11 miliardi. Occorrerà fare domanda”, ha illustrato il presidente del Consiglio.

Quanto ai ristori per la montagna: “Molte poste del dl Sostegni sono indirizzate al turismo. Inoltre, ristori pure agli autonomi e ai lavoratori del turismo”, ha continuato Draghi. Quindi un intervento significativo “nei confronti dei meno abbienti con estensione del reddito d’emergenza per importi e platea per coloro che hanno perso lo scorso anno lavoro e sussidio di disoccupazione”.

LE VARIE MISURE DEL DL SOSTEGNI DEL GOVERNO DRAGHI

“Copriremo 3 milioni di partite Iva, in media 3.700 euro procapite”, spiega il ministro all’Economia Daniele Franco. Alla Salute cinque miliardi per acquisto vaccini e farmaci: 2,8 miliardi. “Distingueremo le diverse situazioni – promette il ministro del Lavoro Andrea Orlando, annunciando l’interruzione del blocco dei licenziamenti dove è già attiva la CIG. Prosegue – continua – dove questi strumenti invece non sono ancora disponibili”.

Indennità di 2.400 euro per chi lavora nel settore del turismo. Esonero contributivo per i lavoratori autonomi. Assegni anche per i lavoratori del settore sport. Rifinanziato il Reddito di Emergenza. Sul reddito di cittadinanza, continua in caso di lavoro di soli sei mesi e non occorre riavviare le pratiche alla fine del lavoro.

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