Eco di Napoli

Speleologi studiano il sottosuolo di Pompei

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Pompei è ancora tutta da scoprire soprattutto per quanto riguarda il sottosuolo. La ricerca e l’indagine conoscitiva di Pompei non si arrestano alle aree visibili della città, ma interessano anche il sottosuolo, come lo studio dei cunicoli e dei canali di drenaggio delle acque dell’antica Pompei che attraversavano l’area del Foro, da Porta marina a Villa Imperiale.

Quasi mezzo chilometro di percorso indagati grazie alla collaborazione del gruppo di speleologi dell’Associazione Cocceius, con la quale il Parco Archeologico di Pompei ha stipulato dal 2018 una convenzione finalizzata alla ricognizione e allo studio del sistema di drenaggio delle acque piovane di pmpei, a partire dal Foro Civile.

L’analisi di questo complesso sistema era risultata nel tempo non molto aggiornata e al quanto complessa, a causa di diversi problemi che ne limitavano l’approfondimento. Anzitutto la difficoltà logistica delle strutture, materialmente irraggiungibili senza la dovuta attrezzatura e preparazione da parte dei ricercatori. Ma anche il fatto che le sole informazioni raccolte nel corso degli ultimi lustri, si limitavano a segnalare la presenza di questi elementi dell’antico sistema di gestione delle acque, individuati in occasione di indagini svolte per altre motivazioni (la realizzazione degli impianti elettrici, o di servizi per il sito, non ultimo il percorso per i disabili).

Inoltre, la documentazione di scavo realizzata all’epoca delle limitate indagini effettuate in queste cavità, ha restituito ben poche informazioni sul contesto di scavo e sul materiale recuperato.

Le recenti esplorazioni e analisi dettagliate del sistema di drenaggio ha avuto, pertanto, il doppio scopo di fornire informazioni inedite sull’evoluzione dell’area fra il Foro Civile e Porta Marina, e di identificare le  criticità del sistema e le modalità più opportune per porvi rimedio e per mantenere intatta la funzione di scarico dei condotti, nel rispetto delle valenze archeologiche dell’opera antica.
La prima fase del progetto – alla quale farà seguito una seconda fase mirata alla ri -funzionalizzazione di canali e cisterne per il drenaggio delle acque, di particolare importanza ai fini della tutela – si è conclusa agli inizi del 2020.
E’ stata portata alla luce una rete di cunicoli e canali che si dirama da una coppia di cisterne al di sotto del Foro, corre sotto via Marina e termina nei pressi della Villa Imperiale. Il sistema permetteva di scaricare l’acqua piovana in eccesso nel condotto di Via Marina per essere drenata fuori dalla città antica, verso il mare.
In età moderna, il sistema è stato in gran parte ripulito dai depositi antichi per ripristinarne la funzionalità.

E’ stato, inoltre, possibile indicare, sebbene in via preliminare, una cronologia delle strutture e del sistema nel suo insieme e si sono ipotizzate tre fasi principali di vita di questo esteso complesso sotterraneo; una prima fase di  età Ellenistica (fine III – II sec. a.C.); la seconda di età tardo repubblicana (inizi/fine I sec. a.C.) e la terza fase, corrispondente all’ età Augustea ed imperiale (fine I sec. a.C. – 79 d.C.).

 
Il progetto di esplorazione dei cunicoli fa parte delle attività del Parco Archeologico di Pompei, finalizzate ad ampliare la conoscenza del sito, base imprescindibile di ogni intervento di monitoraggio e tutela dello stesso. – dichiara il Direttore Generale Massimo Osanna – Questa prima, ma completa esplorazione del complesso sistema di canali sotterranei conferma il potenziale conoscitivo che il sottosuolo di Pompei conserva, e dimostra quanto ancora ci sia da indagare e studiare. Inoltre, molte lacune del passato sulla conoscenza di alcuni aspetti o aree della città antica si stanno colmando, grazie alla collaborazione di esperti nei vari settori, che rendono l’acquisizione dei dati sempre più accurata, grazie a competenze specialistiche che in altre epoche di scavo o di studio mai erano state coinvolte.”

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